mercoledì 4 novembre 2015

Comunicato Stampa Regione Marche

Bilancio sulla partecipazione a ExpoMilano 2015. Ceriscioli: “Sfida vinta dal Paese. Marche si sentono parte di questo successo"



“Un bilancio positivo per il Paese, una sfida vinta dalle Marche”. È la sintesi della partecipazione della regione a Expo Milano 2015. Il bilancio è stato fatto oggi dal presidente Luca Ceriscioli, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i testimonial marchigiani all’esposizione mondiale. “Le Marche sono state dentro questa sfida da protagoniste – ha detto il presidente - Ci sentiamo parte di questo grande risultato, sodisfatti del lavoro svolto, convinti di aver coinvolto tante aziende del territorio in un’esperienza che ha segnato il Paese”. Alla vetrina di Milano Expo, continua Ceriscioli, “abbiamo portato la bellezza delle Marche che racchiude al suo interno storia, cultura, tradizioni e imprenditorialità di qualità. Dai territori, dalle regioni è venuto quel contributo positivo per far crescere il Paese”. Le March erano state chiamate a coordinare le Regioni italiane, “compito non facile, ma assolto con determinazione - ha concludo il presidente – È stata una prova di maturità del sistema regionale, superata grazie al contributo di tutti, sia nel periodo precedente all’Expo, che nei sei mesi dell’esposizione. L’evento ci lascia la vetrina, cioè la capacità di essere riusciti a proporci bene a livello mondiale, ma anche la sensazione che nelle difficoltà il Paese, le Marche, hanno la capacità di emergere e superare la crisi”.
La partecipazione delle Marche a Expo Milano 2015 era stata concepita su tre livelli: nell’area espositiva milanese, nella città di Milano (presso lo showroom Elica), nel territorio marchigiano con l’allestimento di due Porte (aeroporto Raffaello Sanzio, Diamond Centre di Porto Sant’Elpidio) e cinque Presidi (Urbino, Ancona, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto, Tolentino-Urbisaglia). Nelle due settimane di presenza nello spazio adiacente a Padiglione Italia (29 maggio/11 giugno), la Regione Marche ha promosso 14 eventi e ricevuto la visita di 35 mila visitatori. Sui maxi schermi all’interno del Cardo si sono avuti 22.550 passaggi video promozionali delle Marche. Sul territorio regionale sono stati promossi cento eventi con il logo Expo, ospitate 39 delegazioni straniere, con il coinvolgimento di 538 aziende marchigiane e 314 straniere, nell’ambito di 45 attività d’internazionalizzazione a carattere strettamente economico (sulle 83 organizzate).
Lo scenografo Giancarlo Basili (che ha curato l’allestimento del Padiglione Zero e dello Spazio Marche) ha evidenziato come il successo dell’Expo sia dovuto alla grande partecipazione del pubblico: “Col passa parola è stato vinto lo scetticismo iniziale, condizionato da un clima all’iniziò poco favorevole all’esposizione”. Le Marche, in particolare, hanno saputo proporsi “in maniera intelligente, con un tema impegnativo  ma affascinante (la longevità e le prospettive di vita),reinventandosi lo spazio concesso dagli organizzatori con modalità interattive. Non siamo caduti nella banalità di raccontare superficialmente il territorio, ma abbiamo proposto la storia, la poesia, il fascino che le Marche sanno offrire”.
Francesca Petrini (testimoniale delle Marche e di Expo per il “Saper Fare”) ha parlato della necessità di non disperdere il patrimonio di credibilità e di esperienze accumulato a Milano: ha proposto un Expo itinerante delle Regioni e un tavolo permanente di lavoro “per prepararci alle nuove sfide ambientali che condizioneranno i fenomeni sociali ed economici dei prossimi anni. Il modello di vita marchigiano può divenire un patrimonio immateriale dell’Unesco”.
L’imprenditore Enrico Loccioni (testimonial Marche e di Expo per la “Potenza del limite”) ha parlato di “un’esperienze che è anche stata occasione per avviare una rete degli imprenditori marchigiani: non va dispersa, per le Marche l’Expo inizia ora”.
L’imprenditrice Roberta Fileni (testimonial Marche) ha suggerito di “dare continuità ai temi dell’Expo”, proponendo la costituzione di una Carta delle Marche (“Un documento che indichi la strada su cui costruire i nostri percorsi di successo”).
Il sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi, ha riferito come le Marche, a giudizio di numerosi amministratori comunali d’Italia, siano risultate “la regione che ha interpretato al meglio il tema dell’Expo”.


martedì 3 novembre 2015

LE MARCHE, TERRA DI TEATRI E MUSICA



Le Marche e la lirica, un binomio indissolubile. Le Marche vantano alcuni tra i compositori e musicisti che hanno reso celebre la musica e la lirica italiana nel mondo. In questa terra sono nati Giovan Battista Draghi detto Pergolesi, Gaspare Luigi Pacifico Spontini e Gioacchino Rossini i quali, grazie alla loro grande volontà e forza e alla loro spiccata sensibilità seppero imporsi a livello internazionale. La tradizione lirica nelle Marche è viva grazie ai Festivals: Rossini Opera Festival, Festival Pergolesi Spontini, Sferisterio Opera Festival, uniti alle Stagioni liriche di alcuni dei maggiori teatri della regione.

I TESTIMONIALS MARCHE




Come si fa a raccontare l’anima di una terra? La sua storia ed il suo percorso future? Gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da conquistare?
Lo si fa parlando degli uomini e delle donne che sono i portavoce di un luogo e che ne portano i tratti distintivi ben oltre i confini territoriali.
Le Marche possiamo raccontarle attraverso uomini e donne di successo, che hanno costruito la loro carriera su una forte base di attaccamento ai valori marchigiani: passione, lavoro, sacrificio, creatività.
Padiglione Italia ha scelto
 18 testimonial, 18 imprenditori che hanno saputo con la loro genialità distinguersi e portare l’eccezionalità delle Marche fuori dai confini regionali, aprendo quella finestra sul mondo che Expo 2015 ci permette di allargare ancora. 

·         Vittorio Beltrami - formaggi
·         Michele Bernetti - vino
·         Diego Della Valle – moda
·         Roberta Fileni - carni
·         Adolfo Guzzini - illuminazione
·         Vittorio Livi - arredo design
·         Enrico Loccioni – high tech
·         Paolo Marzialetti - cappello
·         Marcello Pennazzi - pasta
·         Francesca Petrini – olio
·         Vincenzo Spinosi – pasta
·         Igino Straffi – cartoons
·         Angela Velenosi – vino.

Expo 2015, la Regione Marche traccia un bilancio sulla sua partecipazione


ANCONA – Domani (mercoledì 4 novembre) alle ore 
11.30, presso la sede della Giunta regionale ad 
Ancona, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, 
terrà una conferenza stampa per tracciare un 
bilancio sulla partecipazione marchigiana a Expo
Milano 2015.




All’incontro interverranno i testimonial Expo delle
Marche. L’appuntamento con i giornalisti è fissato
presso la Sala Raffaello di Palazzo Raffaello, in via
Gentile da Fabriano 9.

lunedì 2 novembre 2015

SCATTI DI ORGOGLIO "FUORI EXPO"


Nei giorni 19 e 20 ottobre si è svolto l’intenso programma de “Oliamoci Bene, Qualità su misura”, l’evento milanese organizzato dalla Fattoria Petrini di Monte San Vito (An) presso lo showroom Elica di via Pontaccio. 

Fattoria Petrini presso lo showroom Elica, Milano

Nella due giorni, Francesca Petrini ha entusiasmato il pubblico presente coinvolgendolo nel mondo dell’olio con degustazioni professionali dopo un’ampia introduzione legata alla sua composizione chimica.Questa infatti enfatizza l’aspetto salutistico dell’olio extra vergine di oliva di qualità che contiene acidi grassi essenziali come quelli polinsaturi ma soprattutto un’alta percentuale di acido oleico, il monoinsaturo contenuto nel latte materno e nel tessuto adiposo oltre che numerose sostanze benefiche nella frazione insaponificabile come i polifenoli.

Francesca con i suoi pregiati oli extra vergini

Gli oli della Fattoria Petrini sono molto ricchi di sostanze nutritive benefiche per l’organismo anche grazie alla loro origine biologica visto che le olive non sono trattate chimicamente.



Molto apprezzate sono state le lezioni della Sfoglina Simonetta e le creazioni sartoriali per la tavola di Fiorella Ciaboco.

Sfoglina Simonetta, Francesca Petrini e Fiorella Ciaboco


Le tre marchigiane, Simonetta, Francesca e Fiorella


Per saperne di più : www.fattoriapetrini.it / www.organicfood.it /www.sfoglinasimonetta.it/ www.sartoriafiorella.com

EXPO HA DIMOSTRATO IL PARADIGMA DEL GLOBALE PIU' LOCALE di Aldo Bonomi

Aldo Bonomi

Spero che, nell’euforia del successo di Expo, nessuno si offenda, facendone un piccolo bilancio, se lo raccontiamo come un microcosmo dove per sei mesi si è rappresentato il macrocosmo.
Mai tanti paesi del mondo avevano partecipato ad una esposizione universale. È già un successo. Che smentisce i tanti che, nell’epoca della rete e del virtuale che rende tutto accessibile e vedibile, avevano profetizzato l’inattualità della fisicità prossima, che per di più ti fa stare in coda per vedere.
L’adagio di fine secolo più globale-più locale, ha segnato l’evento milanese nella forza elementare del “io c’ero”, “io ci sono stato”, “l’ho visto”. Il tutto certificato da un selfie, naturalmente. Se vogliamo ragionare di discontinuità dobbiamo scavare nella natura sociale e politica dell’evento.
Gli Expo del passato erano eventi di un primo popolo, le élite del primo mondo sviluppato, che parlava ad un secondo popolo indicandogli la via della civilizzazione tecnologica e industriale. Erano celebrazioni di potenza verso nazioni “arretrate” e fiere campionarie ad uso interno del paese organizzatore, per le masse inserite nel ciclo fordista dell’industrializzazione che veniva avanti.
Forse Shanghai è stato l’ultimo così articolato, per celebrare la valenza geopolitica del turbocapitalismo cinese, che diceva al mondo e al suo popolo “ci siamo anche noi”. Anche se il tema “Better city, better life” introduceva riflessioni assai critiche sul modello delle megalopoli.
Il tema di Milano era tutto fuorché potente, nel suo evocare attraverso la metafora del cibo scarsità e fame e processi di innovazione economica, sociale e culturale, per vivere nel mondo globale. Tant’è che mi pare fuori luogo questa corsa di tanti a celebrarlo come potenza “dell’italietta” che si fa primo popolo.
Senza nulla togliere alla giusta rivendicazione e all’orgoglio dell’aver realizzato, nell’epoca della crisi globale, un evento di incontro e confronto che riportava tutti sulla terra. Intesa come terra madre del cibo e della conservazione e sopravvivenza del pianeta: la potenza del limite altro dalla celebrazione della potenza della crescita. Che rimanda al rapporto dialettico tra terra e territorio e al ritorno, nell’economia del quaternario, al primario dell’agricoltura. Il che interroga anche il concetto di territorio inteso come la costruzione sociale che insiste sopra la terra con le forme dell’abitare, del lavorare e del fare impresa dell’uomo. Temi evocati nella Carta di Milano, consegnata al Segretario Generale dell’Onu, nel solco di messaggi epocali come l’enciclica papale, dai Millenium Development Goals dell’Onu e dal summit di Cop 21 a Parigi sulla governance dei cambiamenti climatici.
L’Expo di Milano è stato anche un tassello inserito in questa riflessione epocale. Ma non dimentico che le Expo, per loro natura, sono un evento forte della società dello spettacolo che riescono e hanno successo se sincreticamente tengono assieme il tema e il parco a tema. I tre luoghi emblematici che rimarranno, il Padiglione Zero, Padiglione Italia e la sua mostra, avevano come traccia narrativa il tema dell’Expo presente e spalmato anche nei padiglioni dei paesi, l’Albero della vita con le sue luci e i suoi fuochi d’artificio è stato l’emblema del parco a tema e della movida serale. Tutto si tiene. Purché nel fare un bilancio si tenga conto del rapporto binario e sincretico tra segnali forti e segnali deboli.
L’Expo ha funzionato come una grande macchina dell’economia dell’esperienza: è stato un magnete che ha lavorato sulla base della potenza psicologica del meccanismo del “io c’ero”. Questo produce segnali forti indiscutibili: si è ormai superato l’obiettivo dei 20 milioni di visitatori, interno al magnete degli alberghi hanno fatto il +60%, le carte di credito +30%, i flussi di telefonia e reti +160%. Aggiungendo poi i 14 milioni che hanno guardato l’Albero della vita la cui immagine ha intasato la rete, abbiamo tanti numeri che pesano sul Pil e l’indotto. A cui vanno aggiunte anche, come segnali forti, le ricorrenti visite di capi di stato e di star della società dello spettacolo.
I segnali deboli sono carsicamente sotto traccia, non per importanza ma per magnitudo comunicativa. Più di ottomila seminari e incontri durante Expo sul tema a cui si aggiungono le migliaia organizzati sui territori e nelle scuole per andare ad Expo. I tanti incontri tra le delegazioni estere e mondi delle imprese e dell’agricoltura, tutte le Caritas del mondo convenute a Milano per porre il tema della fame, i contadini mobilitati di Carlin Petrini e l’afflusso costante delle scuole e dei bambini in una visita maieutica ai cambiamenti epocali sul tema del cibo e dell’agricoltura.
Dei segnali forti ci si accinge a fare un bilancio partendo dalla forza dei dati economici, il Pil. I segnali deboli, che rimandano al Benessere equo e sostenibile (Bes), sono da valutare guardando ai mutamenti del fare società e alla riflessioni sul modello di sviluppo che verrà. Dalla green economy che sussume il limite ambientale e sociale nel processo di accumulazione del capitalismo, che fa green society nel delineare coscienza di luogo e qualità della vita, sino alla nuova questione sociale globale, delle migrazioni dei profughi che fuggono da fame e guerre. Tutti temi dell’agenda della Carta di Milano. Quanto riusciranno a trasformarsi in segnali forti dipenderà dai tanti bambini e i tanti giovani che con le loro scuole hanno invaso Expo.
Forse l’Expo di Milano un primo risultato della discontinuità lo ha già ottenuto: gli Expo che verranno, Kazakhstan e Dubai, avranno come tema questioni fondamentali come l’energia e le connessioni della mente. Appaiono dunque tre temi come cibo, energia e mente, che interrogano l’uomo e il suo futuro.

giovedì 29 ottobre 2015

DOVEROSI SONO I RINGRAZIAMENTI.

“Doverosi sono i ringraziamenti. Alla Direzione Expo, tutta, con i suoi collaboratori, alla Regione Marche per il generoso investimento e per il coordinamento delle altre regioni con ruolo di capofila.Sono stati mesi importanti per il tenore dei temi trattati e per il risvolto che essi hanno avuto anche a livello internazionale; sono stati mesi densi di significato politico-sociale in cui l’Italia, come sistema paese, ha avuto un ruolo di primo piano, centrale e strategico di indirizzo sul tema ampio della sostenibilità che, in tutte le sue forme, dal cibo al risparmio energetico, dall’agricoltura biologica alle politiche di gestione ambientale, sarà la PAROLA D’ORDINE del prossimo futuro, a partire da oggi. Sì, perché l’impegno non può esaurirsi con la fine di Expo ma deve essere coerentemente portato avanti da tutti coloro finora coinvolti, da tutti gli stakeholders.
Io, come altri testimonials italiani, ci siamo riuniti in associazione – “Padiglione Italia” – proprio per perseguire questo scopo in un’ottica di continuità con i temi trattati per affrontare il dopo evento in modo costruttivo, progettuale affinchè la nostra esperienza, quella delle nostre realtà professionali e imprenditoriali, venga messa a disposizione soprattutto sui territori ma anche a livello nazionale e all’estero.Noi possiamo diventare “portatori sani” di una scala di valori che leghi la terra al territorio con i risvolti afferenti la qualità del cibo, il suo ruolo preventivo nei confronti della salute (fa che il cibo sia la tua medicina – lo diceva già Ippocrate che la salute si procura e si cura a tavola), la sua sicurezza, il rispetto ambientale e le buone pratiche agricole nella consapevolezza che viviamo in un mondo caratterizzato da scarse risorse da utilizzare in maniera sempre più responsabile.”

Francesca Petrini

Diana Bracco e Francesca Petrini

martedì 27 ottobre 2015

TERRITORI E PROTAGONISTI DI PADIGLIONE ITALIA EXPO 2015

Presieduto da Diana Bracco, commissario generale di Padiglione Italia Expo 2015, il seminario finale del ciclo “Territori e Protagonisti” ha visto – lunedì 26 ottobre all’auditorium di Palazzo Italia - la partecipazione dei principali stakeholders , dalle regioni ai testimonials italiani, che hanno avuto un ruolo di primo piano nel determinare il successo di Expo in questi sei mesi, ora chiamati a ragionare sul dopo evento.Al tavolo dei relatori, Francesca Petrini della Fattoria Petrini, Testimonial Marche nel mondo, ha parlato della sua esperienza e del significato che ha avuto Expo per il paese in termini di contenuti e valori meritevoli di essere portati avanti e diffusi anche sui territori regionali.
Da sinistra Paolo Massobrio, Giuseppe De Rita e Diana Bracco

Francesca Petrini, Fattoria Petrini, Testimonial Marche nel mondo

Relatori Cesare Vaciago, Josko Gravner, Carla La Placa e Francesca Petrini

Mentre gli Expo nel XIX e XX secolo sono stati eventi di celebrazione della potenza di un’economia e di una scienza motori di progresso illimitato e continuo, la fase storica in cui viviamo pone invece il tema dei limiti allo sviluppo come questione centrale del nostro tempo.
L’Expo di Milano sarà il primo grande Expo che incorpora direttamente la riflessione sulla potenza del limite, ovvero la capacità di quest’ultimo di innescare processi di innovazione economica, sociale e culturale. Una discontinuità che riguarda anche la natura sociale e politica dell’evento.
Padiglione Italia ha posto al centro del suo operato fin dall’inizio il rapporto tra esposizione e territori del paese a partire dalle loro rappresentanze istituzionali per arrivare ai soggetti dell’innovazione e dello sviluppo locale. In un lungo percorso di relazione con il territorio, regioni, enti locali, associazionismo, imprese ed esposizione sono entrati in relazione reciproca mobilitandosi sui territori e rappresentandosi a Milano.

Questo patrimonio di relazioni e iniziative rappresenta un elemento importante dell’eredità di Expo insieme al patrimonio di formazione attivato da Padiglione Italia (progetto scuola, sicurezza alimentare, sommelier cinesi).

lunedì 19 ottobre 2015

AL VIA OLIAMOCI BENE CON FRANCESCA PETRINI

Vi aspettiamo alle ore 17.30 per la lezione introduttiva all'assaggio professionale dell'olio extra vergine d'oliva presso lo Showroom Elica in Via Pontaccio, 8 - Milano.

Di seguito tutto il programma :





domenica 18 ottobre 2015

OLIAMOCI BENE, QUALITA’ SU MISURA - FATTORIA PETRINI ALLO SHOWROOM ELICA





www.expo2015.marche.it

Grande attesa per l’evento milanese della Fattoria Petrini di Francesca Petrini che il 19 e 20 ottobre, presenterà la nuova pluripremiata produzione di oli extra vergini biologici, frutto di una stagione generosa e dell’ alta professionalità impiegata nella trasformazione delle olive, garantita dalla ricerca della qualità lungo tutto il processo produttivo, dal campo alla bottiglia. L’azienda che produce secondo i dettami dell’agricoltura biologica da almeno 25 anni, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di rappresentare le Marche all’Expo 2015 partendo da una nutrita rosa di nomi eccellenti del settore alimentare regionale. Con la sua miniatura all’interno di Palazzo Italia nella sezione ‘potenza del saper fare’ , Francesca Petrini è stata quindi scelta quale testimonial delle Marche nel mondo per aver saputo coniugare la tradizione all’innovazione nel pieno rispetto della sostenibilità.
La storia dell’azienda e la presentazione ufficiale della nuova profumatissima produzione di oli per la campagna 2015-16, saranno dunque i temi di OLIAMOCI BENE, QUALITA’ SU MISURA , la due giorni di Fattoria Petrini ricca di degustazioni guidate e lezioni pratiche su come riconoscere la qualità di un extravergine andando anche ad esplorare le sue virtù salutistiche, a cura della stessa Petrini, non solo produttrice ma anche degustatrice professionista. Oltre alla prova del bicchiere sarà possibile apprezzare la qualità degli oli sulle paste fatte a mano da Sfoglina Simonetta che porterà a Milano l’antica arte della sfoglia all’uovo, delle paste fatte a mano e della piadina sfogliata marchigiana.
Con un allestimento esclusivo per Fattoria Petrini, Fiorella Ciaboco, altra marchigiana doc, sarà l’ospite d’onore con la sua Fiore Maison, la raffinata sartoria di Corso Como a Milano, rinomata anche per vestire la casa quindi la tavola e gli ambienti relax. La Tavola Rotonda “L’Olio extra vergine di oliva: da condimento ad alimento nutraceutico” rappresenterà invece il momento di riflessione sull’evoluzione che ha avuto l’olio d’oliva nel corso degli anni, da commodity a vero e proprio alimento fino alla sua più accentuata connotazione nutraceutica in un crescendo che ne testimonia l’elevato valore nutrizionale all’interno della dieta mediterranea.In particolare si metteranno in luce le virtù salutistiche di uno speciale olio, il Petrini plus, prodotto dalla stessa Petrini grazie al quale possiamo oggi lavorare preventivamente contro l’insorgenza delle malattie ossee come l’osteoporosi. Testato clinicamente, il Petrini plus è arricchito con le vitamine D3,K1 e B6 (brevettato) capaci di svolgere una efficace azione sul metabolismo osseo così da favorire l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa.
Nell’occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi 20 ottobre – si sottolinea infatti come l’alimentazione, quale fattore modificabile, possa svolgere un ruolo protettivo nei confronti delle patologie del tessuto osseo proprio come l’osteoporosi che entro il 2025 comporterà un aumento della spesa sanitaria del 25%. In Italia le donne colpite da osteoporosi sono ben 3.500.000 in prevalenza rispetto agli uomini che si attestano a circa 1 milione.Altri dati allarmanti riguardano il FATTORIA PETRINI di Francesca Petrini – Via San Vito, 12 – 60037 Monte San Vito (AN) tel. 071 740386 – fax 071 740424 numero delle fratture: 250.000 solo nel nostro paese, di cui 80.000 all’anca mentre 70.000 al femore.Per queste ultime le statistiche aggiungono che il tasso di mortalità ad un anno dalla frattura, riguarda il 15%-30% dei pazienti che nel frattempo subiscono anche una forte limitazione dell’indipendenza. Durante la tavola rotonda saranno previsti i contributi scientifici del dr.Gianluigi Fabbriciani, reumatologo presso la clinica Humanitas di Milano, la prof.ssa Laura Mazzanti, ordinario di biochimica all’Università Politecnica delle Marche, di O.N.DA. (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna) e Francesca Petrini che racconterà la sua esperienza in Expo quale testimonial Marche alla luce del progetto olio e salute.La moderazione è affidata al giornalista Luigi Caricato, profondo conoscitore del mondo dell’olio e caporedattore della rivista OlioOfficina.

20 OTTOBRE : GIORNATA MONDIALE DELL'OSTEOPOROSI

In occasione della Giornata Mondiale dell'Osteoporosi, ad Oliamoci Bene si parlerà di alimentazione e stile di vita per la prevenzione e cura della cosiddetta "ladra silenziosa".




OSTEOPOROSI : TUTTI I NUMERI (Fonte O.N.DA Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna)

75 milioni : le persone colpite da osteoporosi in Europa, U.S.A. e Giappone.
Quasi 4 milioni (3,8) : le fratture da osteoporosi registrate nel 2000 in Europa, di cui quasi 1 milione (900.000) all'anca.
31,7 miliardi : costi diretti delle fratture da osteoporosi in Europa nel 2000, che, secondo le stime, nel 2050, a causa dell'invecchiamento della popolazione, saliranno a 76,7 miliardi.
Dopo i 50 anni 1 donna su 3 subisce una frattura da osteoporosi (1 uomo su 5).

L'OLIO NOVELLO SBARCA A MILANO IN VIA PONTACCIO DAL 19 AL 20 OTTOBRE


FIORELLA CIABOCO A OLIAMOCI BENE DAL 19 AL 20 OTTOBRE : BRERA,MILANO

Fiorella Ciaboco

Sartoria Fiorella Ciaboco a Corso Como, Milano

SARTORIA FIORELLA CIABOCO

Fiorella Ciaboco si specializza giovanissima in modellistica e apre il suo primo laboratorio sartoriale sfidando la diffidenza e i pregiudizi di un piccolo paese di provincia. Appassionata, esigente e determinata sviluppa e ingrandisce la sua attività avvalendosi di maestranze specializzate. Oggi i suoi capi su mirusa, oltre che sul territorio locale, sono conosciuti e apprezzati da clienti di molte altre città come Roma, Milano, La Spezia, Montecarlo, Londra.

“Mi piace definire il mio laboratorio una sartoria a misura di donna. Qui, affiiancata da maestranze specializzate, disegno e realizzo abiti per vestire donne che desiderano esprimere con libertà e creatività il proprio stile e la propria personalità. Modelli, tessuti, accessori, tutto è a portata di mano per poter scegliere e creare insieme capi esclusivi, eleganti, sportivi o stravaganti”.

In controtendenza rispetto ad un mondo sempre più omologato e standardizzato, Fiorella ha sempre orientato la sua attività nella difesa e nella valorizzazione della grande sartoria italiana. Un’eccellenza che ha fatto storia in tutto il mondo ma che oggi sembra soccombere alla frenetica industrializzazione. Per questo nel suo laboratorio di Jesi e nella sede di Milano si respirano ancora tutto il fascino e l’atmosfera del vero atelier: bozzetti, figurini, cartamodelli, tessuti, mani abili che provano, confezionano e rifiniscono abiti impeccabili e inimitabili che fuggono dal declino della tendenza e ricercano l’immortalità della bellezza.

La sartoria Fiorella di Jesi, attiva dal 1986 nel mondo della moda femminile, si distingue per l’elevata qualità del prodotto su misura e per uno stile imprenditoriale creativo e innovativo.
Il laboratorio, tutto al femminile, è stato in grado di strutturarsi e rinnovarsi nel tempo riuscendo a coniugare le esigenze lavorative con le esigenze personali di donne e di madri. Fiorella, la titolare, non si è mai persa d’animo, e con spirito creativo e combattivo è riuscita ad organizzare un gruppo affiatato sempre pronto a cooperare, condividere e risolvere ogni ostacolo. Organizzazione flessibile degli orari di lavoro, servizio di baby sitting, consegna a domicilio della spesa, pausa estiva in corrispondenza con le vacanze scolastiche. Per questo le è stato conferito il Premio Valore Lavoro 2009 della Regione Marche.

Oltre all'abito su misura la sartoria propone una propria linea che, sempre attenta alle nuove tendenze, viene prodotta in un numero limitato di capi e sviluppata in un'ampia gamma di taglie.
Anche la sposa, in questo laboratorio fatto di buon gusto, creatività e tanta esperienza, trova un luogo ideale per poter scegliere, provare e realizzare il proprio abito.

Ma ciò che distingue realmente l’attività di Fiorella è la sua apertura verso il mondo e la capacità di mettersi continuamente in gioco per superare i confini geografici e culturali per promuovere in modo forte e innovativo il valore e l’eccellenza della sartoria italiana.
Nel 2008 la sartoria apre una sede a Milano per soddisfare la richiesta crescente di un pubblico alla ricerca dell’abito fatto a mano.

Questa apertura è confermata e rafforzata dalle numerose collaborazioni che Fiorella attiva per realizzare progetti speciali in cui il suo prodotto artigianale incontra e si confronta con il meglio della cultura della sua regione: la buona tavola, i vini eccellenti, il panorama, il teatro, l’arte, la musica. Anche la sua presenza alle sfilate di moda non tradisce il suo bisogno di raccontare la bellezza di un mestiere unico, quello di creare uno stile su misura.

  



SFOGLINA SIMONETTA A OLIAMOCI BENE: 19 E 20 OTTOBRE

Sfoglina Simonetta

I SEGRETI DI UNA BUONA SFOGLIA ALL’UOVO

Tavola, mattarello, una buona manualità e scelta degli  ingredienti migliori …questi  sono i segreti per ottenere una sfoglia  all’uovo a regola d’arte, sottile, porosa e della giusta consistenza.
Simonetta Capotondo in arte Sfoglina Simonetta  è insegnante dell’antica arte della sfoglia all’uovo  e delle  paste fresche  fatte a  mano .
Marchigiana d’origine, vive ad Ancona ma si definisce un’insegnante itinerante.
Diplomata  in “Tecnico dei servizi ristorativi”  presso l’ ISTITUTO ALBERGHIERO di Loreto  e diplomata come “Sfoglina”  presso la Vecchia Scuola Bolognese, si avvicina al mondo della ristorazione prima come venditrice di attrezzature per cucine professionali e poi come cuoca e sfoglina presso alcuni noti ristoranti di Ancona: La Rosa del Conero, La Capannina di Portonovo, Ristorante Emilia Portonovo

Dal 2009 tiene corsi amatoriali, professionali per bambini e per turisti, sull’arte della sfoglia, paste regionali, piadine sfogliate marchigiane e altre ricette della tradizione.

Nel 2011 si qualifica al secondo posto al Concorso Internazionale Sfoglino d’Oro .
Nel 2014 trasforma la sua passione dell’insegnamento in una professione che diviene  la sua attività principale.
Sempre nel 2014  viene selezionata dall’Associazione Amarcord (Canada) come Miss Tagliatella ovvero come sfoglina ufficiale per rappresentare la vera tradizione della sfoglia emiliana a Toronto con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Collabora con diverse aziende e con la CNA di Ancona  per l’insegnamento e promozione della cucina marchigiana in particolare paste fresche e piadine marchigiane con show cooking , fiere anche all’estero.

“La mia professione è quella di insegnare l’antica arte della sfoglia all’uovo e delle  paste fresche  fatte mano esattamente come una volta.
La passione per la sfoglia è legata ai ricordi di mia nonna: l’odore dell’impasto, i gesti che faceva con il matterello per stenderlo, i rumori della sfoglia che schioccava sulla tavola e della “coltella” che tagliava veloce veloce. Poi, quel gesto familiare delle mani dalle quali le tagliatelle si srotolavano come per magia.
Ci sono dei mestieri del nostro patrimonio culturale che non devono assolutamente andare persi.
Fare la sfoglia è uno di questi.” 
Sfoglina Simonetta


LA TESTIMONIAL MARCHE AL FUORI EXPO PER OLIAMOCI BENE : 19 E 20 OTTOBRE


BIOGRAFIA PETRINI

Francesca Petrini nasce ad Ancona nel 1970 e trascorre i primi vent’anni della sua vita a Chiaravalle (città natale di Maria Montessori) dove vive con la famiglia composta da babbo Leonida, mamma Marisa e il fratello Cristiano.  Quì frequenta la scuola primaria e la scuola media. Affronta gli studi liceali presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Jesi specializzandosi in lingue straniere (inglese, francese, tedesco e russo) e si laurea in Economia e Commercio nell’anno accademico 1999-2000 ad Ancona con una tesi in inglese dal titolo “Organic olive oil : Marketing strategies” . Seguono poi il master per manager e consulente d’impresa ed il master in olivicoltura, tecnologia di estrazione e chimica degli oli di oliva. Contestualmente agli studi universitari, Francesca inizia a lavorare nell’azienda di famiglia a Monte San Vito - dove peraltro sposta la sua residenza - la Fattoria Petrini, nota produttrice di pregiati oli extra vergini biologici per i quali nutre già profonda passione tanto diventare assaggiatrice professionista di oli d’oliva extra vergini nel 1992, a soli 22 anni. La Fattoria Petrini, con coraggio e lungimiranza, è stata tra le primissime aziende italiane a scegliere il metodo di coltivazione biologica nel 1991 , anno in cui il regolamento europeo sul bio stava sostituendo la legge regionale. Dal 1998 ad oggi, Francesca è membro fisso del Panel test regionale. Grazie al supporto di babbo Leonida, Francesca comincia a dare carattere ai suoi oli producendo i primi monovarietali frutto della selezione di varietà di olive autoctone come la raggia, pratica piuttosto rara al tempo dove le varietà venivano semplicemente miscelate senza distinzione. Nel corso degli anni Francesca matura esperienze in campo amministrativo e commerciale favorendo esportazioni di olio in molti paesi del mondo come Germania, Belgio, Olanda, Francia, Giappone, Stati Uniti, Singapore ed altri ancora avendo come clienti i migliori chefs internazionali, i punti vendita di specialità alimentari più esclusivi e le farmacie. Dal 1993 ad oggi, l’azienda vince i premi più prestigiosi per la qualità dei propri oli qualificandosi spesso prima classificata in varie edizioni dell’Ercole Olivario, l’Orciolo d’oro ed anche nell’ambito di concorsi oleari esteri. L’anno 2005 vede Francesca assoluta protagonista nel panorama olivicolo nazionale con il suo Petrini plus®, frutto dell’osservazione di alcune realtà che attengono la fisiologia umana cioè la carenza di calcio e quindi i conseguenti problemi legati alla struttura ossea. Arricchito con le vitamine D3,K1 e B6, questo olio, unico olio al mondo perché brevettato, è in grado di contrastare efficacemente l’insorgenza di patologie del tessuto osseo, una fra tutte l’osteoporosi. Nascono poi le prime collaborazioni con l’Università di Bologna e l’Università Politecnica delle Marche ; quest’ultima ha condotto interessanti tests pilota su pazienti affetti da osteoporosi e su donne in menopausa evidenziando lusighieri risultati. Nel 2007 Francesca entra in F.I.D.A.P.A. rimanendovi sino al 2012. Negli stessi anni, la Petrini viene prima nominata presidente di Cna alimentare per la provincia di Ancona per approdare alla presidenza nazionale nel 2011. Numerosi riconoscimenti le vengono attribuiti per l’impegno e la professionalità nel lavoro come il premio “Prima Donna” nel 2007, il premio Valore Lavoro nelle edizioni 2008 e 2013 fino all’ultimo con il premio nazionale ITWIIN 2014 quale migliore inventrice.
Nel 2015 giunge inaspettata quanto lieta, la notizia della nomina di Francesca quale testimonial delle Marche nel mondo per Expo 2015 con l’inserimento della sua storia imprenditoriale nella narrazione di Marco Balich all’interno della Casa delle Identità Italiane e quindi la consacrazione definitiva della Fattoria Petrini ad entrare a far parte dell’olimpo delle eccellenze italiane.
Oggi babbo Leonida non c’è più, ma Francesca onora la sua memoria dedicando immutata passione al suo lavoro che affronta con energia e maturità grazie agli insegnamenti ricevuti, proseguendo il cammino con il fratello Cristiano.