venerdì 31 luglio 2015

SI VA IN SCENA CON LE PRALINE ALL'OLIO DI RAGGIA DI SAN VITO DELLA FATTORIA PETRINI

Pralina al cioccolato con olio extra vergine Raggia di San Vito, Fattoria Petrini di Monte San Vito
Grazie alla pluriennale esperienza del Maestro cioccolatiere Vinicio Chiavini di Perugia e alla pluripremiata produzione olivicola della Fattoria Petrini di Monte San Vito (An), oggi al Cluster del cacao e del cioccolato si è dato vita ad uno show cooking raffinato e prelibato con la preparazione in diretta di gustosissime praline all’olio extra vergine biologico “Raggia di San Vito”,  il monovarietale di olive raggia considerato tra i migliori 25 oli al mondo dalla rivista tedesca Der Feinschmecker.

L’olio ha infatti un fruttato armonico, tipicamente mandorlato, prevalentemente dolce, con una punta di amaro e piccante, di colore giallo con riflessi verdi, ad elevato contenuto in acido oleico e con buon contenuto in polifenoli. Questa straordinaria varietà è localmente utilizzata anche come oliva da mensa per la polpa particolarmente dolce.

Francesca Petrini , titolare dell’azienda Petrini e testimonial Marche nel mondo ad Expo 2015, ha poi raccontato la storia dell’olio marchigiano con curiosi aneddoti ed infine  ha coinvolto il pubblico in una degustazione di vari oli extra vergini di propria produzione diversi per note aromatiche e gusto.

Francesca Petrini, produttrice olio e assaggiatrice professionista - Testimonial Marche nel mondo Expo 2015

Vinicio Chiavini, Maestro cioccolatiere Eurochocolate




martedì 28 luglio 2015

FOOD ACT : comunicato stampa Mipaaf



Fonte : https://www.politicheagricole.it 



Forum cucina italiana a Expo: presentato Foodact,piano di azioni per la valorizzazione della cucina italiana

(28/07/2015)

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolto oggi a Expo il secondo Forum della Cucina italiana alla presenza del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca Stefania Giannini e del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e oltre 40 chef tra i più importanti d'Italia. All'iniziativa hanno partecipato inoltre rappresentanti del Ministero degli Esteri, dell'Ice e della Conferenza delle Regioni.

Durante la riunione il Ministro Martina ha presentato a nome del Governo il Food Act, il piano di azioni per la valorizzazione della cucina italiana.

Per raggiungere gli obiettivi del Piano, nasce il Forum della cucina italiana come organizzazione permanente di lavoro e confronto fra le esperienze dell'alta cucina di qualità italiana e le principali istituzioni interessate. 

Il Forum sarà coordinato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e si riunirà almeno tre volte l'anno.

Ai lavori del Forum parteciperanno il Ministero degli affari esteri, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'Anci, gli operatori e gli altri enti e organismi pubblici interessati al tema.

"Il Food Act - ha dichiarato il Ministro Martina - è un patto tra le Istituzioni e il mondo della cucina italiana di qualità. Un'azione di squadra, di sistema per lavorare meglio sulla valorizzazione del Made in Italy agroalimentare. Con le prime dieci azioni fissiamo degli obiettivi chiari, con strumenti innovativi e operativi da sviluppare e verificare costantemente. Un'operazione che parte, non solo simbolicamente, da Expo Milano 2015, e si stabilizza nel Forum permanente. Vogliamo costruire un approccio pragmatico e di prospettiva che ha lo scopo di trovare soluzioni, rimuovere ostacoli, in primis quelli burocratici, alla crescita del settore.Il mondo chiede Italia, soprattutto a tavola. Serve fare sistema, affinché le occasioni che abbiamo davanti vengano colte. Dobbiamo superare le debolezze e la frammentazione degli interventi pubblici a sostegno di queste esperienze, favorendo anche i collegamenti e il dialogo fra i diversi attori del sistema. Il ruolo degli chef in questo contesto diventa strategico: sono gli ambasciatori della cucina italiana e del nostro Made in Italy. Il Food Act ci aiuterà ad essere ancora più forti e coordinati".

PERCHÉ IL FOOD ACT

Il Food Act indica le prime azioni di sistema perseguibili con un lavoro coordinato da parte delle istituzioni in sinergia con gli attori dell'esperienza enogastronomica italiana. Per ogni azione è individuato un soggetto capofila e vengono creati dei focus specifici con gruppi di lavoro dedicati. Di seguito alcuni primi fondamentali obiettivi: - valorizzare in una nuova e più forte prospettiva le connessioni tra agricoltura, produzioni enogastronomiche, ristorazione, cultura e turismo; - aumentare la visibilità commerciale e l'attrattività dei territori; - puntare sull'internazionalizzazione, attraverso la presentazione unitaria dell'offerta enogastronomica e della ristorazione italiana di qualità; - sviluppare nuova consapevolezza e nuova conoscenza che, partendo dall'educazione alimentare dei più giovani, arrivi allo sviluppo delle competenze manageriali degli operatori del settore; - promuovere la conoscenza delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane; - diffondere i valori del modello nutrizionale della Dieta Mediterranea.


LE PRIME 10 AZIONI DEL FOOD ACT

1. CHEF AMBASCIATORI DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO
Obiettivo: Un'azione di promozione sui mercati esteri coordinata con il Piano di internazionalizzazione del Governo e identificata con il segno unico "The Extraordinary Italian Taste". Portare entro il 2020 l'export agroalimentare a toccare quota 50 miliardi di euro. In questo contesto si prevede il coinvolgimento dei principali chef italiani per promuovere il Paese negli eventi di alto valore rappresentativo. Focus specifico su Usa, Russia e Cina.

2. VALORIZZARE LE ECCELLENZE ITALIANE E LA DIETA MEDITERRANEA
L'obiettivo è rafforzare la consapevolezza delle potenzialità del patrimonio agroalimentare italiano. Coinvolgere influencer internazionali per la costruzione di un messaggio coordinato. Promuovere la conoscenza delle eccellenze agroalimentari italiane, in particolare quelle riconosciute dai sistemi di tutela pubblici (DOP, IGP e BIOLOGICO), attraverso un utilizzo in cucina che sia anche aderente ai valori della Dieta mediterranea, evidenziando allo stesso tempo la differenza con i prodotti italian sounding. 

3. POTENZIAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE DEL VERO MADE IN ITALY AGROALIMENTARE
Obiettivo: favorire l'attivazione di piattaforme logistico distributive come strumento fondamentale per l'incremento dimensionale e competitivo delle nostre imprese. Il tema cardine è garantire un migliore approvvigionamento all'estero di materie prime realmente provenienti dall'Italia, in particolare per le reti di ristorazione italiana nel mondo.

4. ALTA CUCINA, ALTA FORMAZIONE
Sul profilo formativo è necessario colmare il gap del sistema, puntando sullo sviluppo di competenze economiche e imprenditoriali. Rafforzare i poli di formazione settoriale già esistenti e istituirne di nuovi maggiormente specializzati è una delle priorità del Food Act.

5. ESTENSIONE UTILIZZO STAGE PER LA RISTORAZIONE DI QUALITÀ
Si lavora per superare i vincoli dell'attuale legislazione attraverso la revisione delle linee guida in materia di tirocini approvati dalla Conferenza Stato Regioni che fissano i limiti quantitativi relativi al numero di tirocinanti in relazione la numero dei dipendenti delle singole aziende, senza alcuna differenziazione rispetto all'incidenza formativa dell'esperienza.

6. PIÙ AGGREGAZIONE NELLA FILIERA E NELLA RISTORAZIONE
Il piano sosterrà le aggregazioni nella filiera mediante le reti d'impresa attraverso strumenti come il credito d'imposta proposto con "Campolibero". Verrà studiata la sua estensione a imprese operanti nel settore della ristorazione, verificando la compatibilità con la normativa europea in materia di aiuti di Stato e il fatto che si tratta di imprese, di norma micro e piccole, che operano nel commercio la cui competenza esclusiva è delle Regioni.

7. DARE CREDITO ALLA CUCINA ITALIANA GIOVANI
Uno dei punti cardine riguarda lo sviluppo di strumenti di credito idonei a soddisfare le particolari esigenze del mondo della ristorazione di alta qualità. Favorire, anche in accordo con le Regioni, condizioni di credito agevolato da rivolgere ai giovani under 40, in possesso di particolari requisiti, per il subentro nelle aziende di ristorazione per il ricambio generazionale anche in cucina.

8. RAFFORZARE BINOMIO TURISMO-RISTORAZIONE DI QUALITA' PER PROMUOVERE I TERRITORI
Collegare l'offerta enogastronomica a percorsi turistici di qualità, promuovendo i prodotti agroalimentari dei territori, valorizzando anche i collegamenti con la ristorazione locale di qualità, l'hotelerie e il turismo culturale. Con questo obiettivo verranno individuati strumenti di supporto e coordinamento per rafforzare l'offerta turistica in chiave culturale - paesaggistica - enogastronomica. 

9. CUCINA ITALIANA DI QUALITÀ CERTIFICATA
Per valorizzare meglio la cucina di qualità si valuteranno percorsi di riconoscimento, che garantiscano il consumatore, e permettano uno sviluppo del settore orientato da politiche regionali di promozione di qualità, trasparenza, unicità dei prodotti.

10. CUCINA ITALIANA COME CULTURA, IDENTITÀ, EDUCAZIONE, INCLUSIONE
Si punta a valorizzare il legame tra cucina e cultura, identità, educazione e inclusione. Questa azione prevede la promozione di iniziative che abbiano un ampio raggio: dall'educazione alimentare nelle scuole, per la promozione di valori come la sostenibilità ambientale, la lotta agli sprechi e il rispetto del cibo, fino alla valorizzazione culturale della nuova cucina italiana. Ultimo punto è dedicato all'accessibilità anche per le fasce più deboli, dando continuità a progetti di assistenza agli indigenti.

Ufficio Stampa



venerdì 24 luglio 2015

RICETTA DAL BELGIO: LE CARBONNADES FLAMANDES



Le carbonnades sono in origine un piatto tipico delle Fiandre, regione settentrionale del Belgio. Con l'andare del tempo però si può ormai dire che è una pietanza tipicamente belga, cucinata da nord a sud, senza eccezioni. In Vallonia viene chiamata Carbonnades Flamandes, mentre nelle Fiandre Stoofvlees.

Ingredienti:
500 grammi di spezzatino di manzo
500 grammi di spezzatino di vitello
1 cipolla
2 pan di spezie
1 cucchiaio da tavola di senape
75 centilitri di birra scura
2 foglie di alloro
15 prugne secche snocciolate
1 cucchiaio da tavola di Sirop de Liège
5 cucchiai da tavola di olio di oliva
3 cucchiai da tè di sale
1 pizzico di pepe nero

In una pentola grande versate 3 cucchiai di olio di oliva e fateci rosolare la cipolla tagliata a fettine. Quando risulta dorata aggiungere la carne con un pò di sale e pepe e fate andare per 5 minuti a fiamma piuttosto alta. Una volta dorata la carne, aggiungere la birra, le foglie di alloro, le prugne e le 2 fette di pan di spezie sulle quali avrete spalmato la senape. Lasciate cuocere per 3 ore a fuoco basso (girando regolarmente in modo che non si attacchi). Se, a fine cottura, la carbonnades sembra acquosa, togliete il coperchio e alzate un pò il fuoco in modo da ridurre il sughetto.

Note

Per questo piatto sarebbe ideale utilizzare carne di razza blu belga, ma va benissimo anche la piemontese.
L'ingrediente Sirop de Liège è difficilmente deperibile, se non lo trovate potete farne a meno.

PADIGLIONE DEL BELGIO



La visita inizia da una pergola semicoperta, dalla quale si accede alla fattoria. Lungo una facciata di vetro, si trovano una serie di bicchieri di birra giganti che lasciano filtrare la luce. A destra, su un muro di cioccolato, alcuni schermi mostrano il know how dell'industria cioccolatiera belga. Dalla rampa del futuro, con animazioni luminose che invitano a viaggiare nel tempo, si passa nella cantina. Qui si mettono in pratica le tecniche di produzione alternativa. E i prodotti ottenuti con questi sistemi sono usati nella cucina del Padiglione. La scala di vetro, un pozzo di luce naturale a spirale, riporta in superficie. La struttura che sovrasta la scala rappresenta un filamento di DNA, che celebra la vita.
 

PADIGLIONE DEL BAHRAIN




Il Padiglione del Bahrain permette ai visitatori di fare un viaggio attraverso dieci orti botanici, ognuno caratterizzato da piante che porteranno frutto in momenti diversi del Semestre.

giovedì 23 luglio 2015

Expo, le Marche in vetrina nella casa dell'identità italiana

Grande curiosità per le Marche, non solo nello spazio dell’Expo di Milano dedicato della White Box, ma anche all’interno del Padiglione Italia nella grande mostra “Casa dell'Identità italiana".

Il percorso espositivo articolato in tre sezioni offre infatti alle migliaia di visitatori ogni giorno in coda all’ingresso (circa 7mila al giorno la media), la possibilità di esplorare l’essenza e la potenza dell'identità italiana composta dalle diverse anime delle regioni italiane e tra queste non poteva mancare l’eccellenza marchigiana.

La Potenza del Saper Fare, dedicata alla creatività, all’eccellenza e all’innovazione, vede le Marche rappresentate da Fattoria Petrini, un’azienda a conduzione familiare di Monte San Vito che da oltre 50 anni produce ed esporta in tutto il mondo pregiati oli di oliva extravergini biologici.

Francesca Petrini a destra, titolare della Fattoria Petrini di Monte San Vito (Ancona)
Francesca Petrini


La Potenza della Bellezza è la vetrina dei luoghi più belli e suggestivi del nostro Paese; qui le Marche incanteranno i visitatori con i paesaggi della Riviera del Conero, la facciate rinascimentali della piazza del Popolo di Ascoli Piceno e gli interni della Santa Casa di Loreto. La Potenza del Limite e del Futuro vede infine protagonista Loccioni - 2km di Futuro, una Smart Community lungo le rive del fiume Esino, nata per sviluppare cultura d’impresa e innovazione tecnologica, immaginando un futuro condiviso e co-creato fra pubblico e privato.

La Casa dell’Identità ospita inoltre il Giardino della Biodiversità Italiana, all’interno del quale ogni Regione è presente con una pianta tipica del proprio territorio: nel caso delle Marche, la scelta è caduta sulla roverella, la specie di quercia più diffusa.
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La longevità delle Marche, una prospettiva di bellezza e buon vivere (di Aldo Bonomi)

Aldo Bonomi , sociologo
La regione Marche, nell'ambito delle proprie giornate di protagonismo regionale dentro Expo, ha tenuto lo scorso 10 giugno all'Auditorium di Palazzo Italia un convegno internazionale sulla longevità.
Vi hanno partecipato studiosi del fenomeno come Dan Buettner di National Geographic, esperto delle blu zone, i cinque luoghi più longevi del mondo, Giovanni Pes, lo studioso sardo che per primo, partendo dall'osservazione della longevità dei componenti della sua famiglia e dei suoi avi, prese a studiare il fenomeno in Sardegna, Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva, e alcuni testimonial del vivere in salute, soprattutto attraverso lo sport e il movimento, come Sydne Rome e Jury Chechi.
 Nel corso del convegno sono state delineate dagli studiosi le caratteristiche che meglio definiscono le nostre aspettative di vita,  non solo nella prospettiva di vivere più a lungo ma soprattutto in quella di vivere bene mantenendo a lungo una qualità di vita alta.
 Il principio primo legato alla longevità è senza dubbio quello per cui ognuno di noi è e si fa protagonista della propria longevità con le proprie abitudini di vita, cioè “la longevità si conquista” come ci dice il professor Bernabei, che non tralascia di sottolineare però che a definire le caratteristiche della longevità e i suoi presupposti, anche nella classifica dei paesi più longevi stilata dal Global AgeWatch Index, oltre alle componenti più strettamente mediche o di abitudini di vita personali sono chiamate in causa quelle di contesto.
 È proprio lo studio delle blu zone ad aver messo in  luce quanto il contesto sia importante, andando a definire nello specifico sei caratteristiche che riguardano in primo luogo la dieta e il movimento ma anche la spiritualità, la famiglia, il continuare ad avere uno scopo nella vita e i legami sociali. L’Italia è il secondo paese al mondo come aspettativa di vita e le Marche sono la regione i cui abitanti hanno la maggiore aspettativa di vita nel nostro paese. Da questo punto di vista le Marche sono una regione laboratorio dove il professor Bernabei indaga anche un di più: “ questa regione è leader nel mondo per longevità e c’è certamente il tema del colesterolo, del mangiare, dell’esercizio fisico... ma c’è evidentemente anche un quid in più che è dell’Italia da una parte e della regione Marche in particolare dall'altra: un atteggiamento nei confronti della vita, un piacere di continuare a vivere ….”
 Dal mio punto di vista,  la parola chiave per le Marche è “prospettiva di vita”, un concetto che viene da  lontano, da quando Piero della Francesca presentò al duca di Urbino il trattato sulla prospettiva. Le prospettive che si vedono nei quadri di Piero, ma non solo, e che rappresentano quelle colline, quel territorio, quegli squarci di “infinito” leopardiano, marcano il rapporto anche tra longevità e bellezza da un lato e longevità e spiritualità dall’altro. Perché se il paesaggio che ci circonda è bello alimenta lo spirito. Uno dei temi è infatti proprio il rapporto con la spiritualità che nelle Marche mette assieme idealmente lo splendore della basilica di Loreto con il pregare in una moschea abbassando i conflitti della guerra civile molecolare, il male del nostro secolo. I temi della famiglia, delle forme di convivenza e di quelle di comunità, che sembrano rimandare all'800 o al 900, vanno invece riattualizzati e non c'è dubbio che le Marche sono una delle regioni italiane in cui il senso della comunità è ancora più vivo che altrove.
 Il tema egemone per la longevità tuttavia, come ci hanno ricordato tutti gli esperti nel corso della discussione all’Auditorium di Expo, è quello dell'alimentazione, quella piramide alimentare che richiede necessariamente un rapporto con l'agricoltura di territorio e con quello che De Rita chiama lo “scheletro contadino” del nostro paese che garantisce la bellezza del  vivere borghigiano da una parte e la dieta mediterranea del mangiare in modo salubre dall’altra. Da questo punto di vista le Marche sono riuscite a tenere il loro scheletro contadino che ha prodotto borghi invece che metropoli e oggi sono un insieme plurale di città e di borghi senza un'area metropolitana accentrante. Un indicatore non da poco se si pensa all’importanza del rapporto tra smart city e smart land oggi.
Le Marche sono riuscite a tenere insieme la memoria di Piero della Francesca, il paesaggio, la spiritualità, la bellezza, il vivere borghigiano, il vivere contadino.. nonostante si siano comunque  confrontate e si confrontino con l'industria e il lavoro industriale. Fin dall'inizio il passaggio all'industrializzazione in questa regione è avvenuto in una dimensione di tempi e ritmi che un grande marchigiano, Giorgio Foa,  riassunse nella figura idealtipica del metalmezzadro che è sempre stato contemporaneamente un po' metalmeccanico e un po' mezzadro, coltivatore. 
 La capacità delle Marche di aver tenuto insieme il territorio agricolo, la dimensione contadina diffusa e spesso familiare, con la dimensione dell'industria ha certamente contribuito a quel contesto che incide anche sulla longevità di questa regione. Oggi tuttavia siamo di fronte all'interrogativo di quanto quel “capitalismo dolce” senza fratture saprà resistere dialogando con la globalizzazione che viene avanti cercando di mantenere una memoria storica che permetta però di entrare nell'ipermodernità.
 A questi temi e interrogativi si sono spirati i 15 video che hanno costituito, nell’ambito del periodo di protagonismo di questa regione sul Cardo di Expo, la mostra sulle Marche. I video, realizzati da cinque registi marchigiani, hanno trattato appunto i temi della prospettiva di Piero della Francesca, pittore di smart land, quello della spiritualità, del vivere borghigiano, del capitalismo dolce... E anche il tema del mare Adriatico su cui si affacciano e interagiscono da sempre le culture diverse delle due sponde, tema che anticipa la conferenza sulla Macroregione Adriatico Ionica che la regione Marche come capofila, insieme a Emilia Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise e Puglia, ha organizzato per il prossimo giovedì 8 ottobre presso l’Auditorium di Palazzo Italia a Expo.


LE MARCHE, LA REGIONE PIU' LONGEVA DOPO IL GIAPPONE

Il professor Roberto Bernabei presidente di Italia Longeva racconta i peculiari fattori di eccellenza che hanno consentito alle Marche di conquistare il primo posto in Italia e in Europa per longevità: 

la corretta alimentazione basata sui prodotti tipici del territorio (cereali, verdure, pesce, carne, latticini, olio d'oliva e, con moderazione, vino), la qualità del paesaggio, la coesione sociale, lo stile di vita. 


L'identikit dell'anziano del terzo millennio delinea una persona in buona salute, attiva e impegnata nella società civile, testimone della cultura e dell'identità di un popolo, insostituibile risorsa di esperienza e saggezza. 



HOT SPOTS E CAMBIAMENTO CLIMATICO


MARTEDÌ 21 LUGLIO 2015 13:00
SCRITTO DA ELENA CERILLI

Si chiamano “hot spot” e sono le aree più colpite dal cambiamento climatico del nostro Pianeta con gravi conseguenze su agricoltura e disponibilità idrica. È quanto emerge dallo studio dei ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima e dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR.


Gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire ormai sempre di più. Però non tutte le zone del globo ne sono colpite alla stessa maniera: ci sono aree più coinvolte di altre che rischiano gravi conseguenze su agricoltura e risorse idriche.
Marco Turco, Elisa Palazzi e Jost von Hardenberg dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR) di Torino e Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG-CNR) di Pisa hanno rappresentato in una mappa tutti gli “hot spots”, ovvero i punti caldi della Terra, dove il surriscaldamento globale sta pesando di più sugli ecosistemi, sulle coltivazioni, sulla disponibilità di risorse idriche, nonché sul rischio idrogeologico. I risultati raccolti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Geophysical Research Letters” ad opera dell’American Geophysical Union (l’organizzazione non profit di geofisica che racchiude oltre 144 paesi del mondo).
I ricercatori hanno preso in considerazione alcuni parametri (tra cui temperatura media, precipitazione, variabilità inter-annuale di temperatura media e precipitazione, frequenza di stagioni con temperatura e precipitazione media più alta delle massime nel trentennio precedente, frequenza di stagioni con precipitazione media minore della minima media stagionale nel trentennio precedente), e i cambiamenti registrati hanno fornito conferme empiriche sull’esistenza di zone più sensibili ai mutamenti del clima, che si stanno riscaldando più rapidamente di altre, con variazioni considerevoli nei valori medi e nella variabilità di temperatura e precipitazioni durante l’anno.
Il nostro lavoro, basato sull’analisi di archivi pubblici di dati di temperatura e precipitazioni degli ultimi sessant’anni (1951-2010), ha dimostrato che le regioni più sensibili ai cambiamenti risultano essere in Amazzonia, nel Sahel, nelle aree tropicali dell’Africa occidentale, in Indonesia e nella parte orientale dell’Asia centrale - ha dichiarato Provenzale - In tutte queste aree sono stati riscontrati cambiamenti congiunti in molti dei parametri climatici considerati, confermando che queste specifiche zone sono soggette a modifiche delle condizioni climatiche complessive. In generale, tuttavia, quasi tutte le regioni del mondo mostrano cambiamenti importanti in almeno alcuni parametri climatici. Nel bacino del Mediterraneo, in particolare, la temperatura media estiva è cresciuta di circa un grado negli ultimi cinquant’anni, parallelamente all’aumento del rischio di onde di calore estive”.
Gli hot spot identificati sono in accordo con quelli evidenziati dalle proiezioni fornite dai modelli del clima globale, dei quali quindi si conferma la validità - ha concluso Provenzale - Ciò indica che ilcambiamento climatico non è una mera ipotesi futura, ma un processo già in corso. L’identificazione delle regioni più sensibili dovrebbe stimolare lo sviluppo di strategie internazionali di mitigazione dei rischi e di adattamento specificamente pensate, anche in vista della prossima COP21, la 21esima sessione della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si svolgerà a Parigi a dicembre prossimo”.

mercoledì 22 luglio 2015

AGRICOLTURA BIOLOGICA : NUTRIZIONE E SALUTE


Vi segnalo un'iniziativa veramente degna di rilievo !
Action Network "Il Biologico Nutrirà il Pianeta" organizza il talk show dal titolo "Agricoltura biologica: nutrizione e salute" ad Expo, Parco della Biodiversità, Teatro della Terra il 29 luglio 2015 alle ore 10.30. 
Di seguito il programma con la modalità di partecipazione.



martedì 14 luglio 2015

RICETTA DALL'AZERBAIJAN: BISCOTTI DI MIGLIO E QUINOA

Questi biscotti sono preparati con olio d’oliva extravergine EVO e farine naturalmente senza glutine. Sono aromatizzati con spremuta fresca d’arancia e buccia di limone; rispondono all'esigenza di una colazione naturale, con prodotti da forno preparati con oli e farine di buona qualità e zuccheri non raffinati. Sono frollini leggeri, croccanti, di facile preparazione e si possono conservare in dispensa per almeno una settimana. Sono adatti anche a chi è intollerante al glutine e al lattosio.
Ingredienti:
100 grammi di Farina di miglio

100 grammi di Quinoa, 

100 grammi di Fecola di patate

60 grammi di Zucchero, integrale 

Uova 

80 millilitri di Succo d'arancia 

50 millilitri di Olio extravergine d'oliva (EVO)

50 grammi di Nocciole, tritate

30 grammi di Semi di girasole, tritati

50 grammi di Cioccolato fondente al 70-85%, senza glutine, tritato

Buccia di limone, grattugiata biologica

grammi di Lievito per dolci, naturale, a base di cremore di tartaro

presa di Sale


In un frullino tritare le nocciole e i semi di girasole riducendoli a granella molto fine. Tritare con un coltello il cioccolato ricavandone piccole scaglie. In un robot da cucina versare tutti gli ingredienti e metà del succo d’arancia: iniziare a impastare e aggiungere il restante succo a filo, fino a quando gli ingredienti non legano e si amalgamano in un impasto. Trasferire l’impasto su una spianatoia infarinata, lavorarlo per qualche minuto con le mani e stenderlo con un matterello in modo da formare una base di circa mezzo centimetro di spessore. Formare delle strisce di pasta da cui ricavare dei biscotti della forma desiderata e di uguale dimensione (se quadrati circa 6 cm di lato). Porre i biscotti su una placca rivestita di carta forno sollevandoli con una paletta dalla spianatoia (risulteranno un po' morbidi e deformabili e andranno spostati con delicatezza). Cuocere in forno a 170°C per 10-12 minuti.
(worldrecipes.expo2015.org)

PADIGLIONE DELL'AZERBAIJAN



Il percorso si snoda attraverso tre sfere di vetro su più livelli che rappresentano tre diverse biosfere. La prima è dei paesaggi, la seconda è quella delle nove zone climatiche azerbaigiane, la terza è quella delle culture tradizionali e dell’innovazione. Sui tre livelli, collegati da scale mobili, vengono mostrate le risorse naturali, agricole e produttive del Paese. Al centro, delle lamelle di legno rappresentano la sagoma di un albero rovesciato.

MIPAAF_GIORNATA EXPO "OLIO DI OLIVA"



Il 13 luglio 2015 si è svolto, presso il Padiglione Italia ad EXPO Milano 2015, in collaborazione con il COI (Consiglio Oleicolo Internazionale), un Convegno dal titolo "Olio di oliva per una sana alimentazione", al quale hanno partecipato, in qualità di relatori, specialisti del settore, italiani ed internazionali.

Si è parlato delle proprietà e le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dell'olio di oliva, approfondendo anche gli aspetti relativi a parametri di qualità e genuinità nell'ambito delle norme commerciali, nonché di iniziative del COI e del MIPAAF. E' seguita una seduta di degustazione guidata sulla tecnica di assaggio dell'olio di oliva.


Gli atti si possono scaricare da 

: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8942


(fonte : Mipaaf )



domenica 12 luglio 2015

PICCOLO E' GRANDE


Clip tratta dal talk Show "Piccolo è Grande - Rilfessioni sulle virtù della biodiversità applicata all'industria" - 8 giugno 2015 - Expo Milano 2015

Francesca Petrini - titolare dell'azienda "Fattoria Petrini" - racconta le proprietà nutrizionali dell'olio

PICCOLO È GRANDE

RIFLESSIONI SULLE VIRTU’ DELLA BIODIVERSITA’ APPLICATA ALL’INDUSTRIA


È possibile conciliare i ritmi serrati dell’industria agroalimentare contemporanea con la necessità di un sempre più attento controllo della qualità? Può la biodiversità essere un valore aggiunto se declinata in un contesto industriale? Possono le piccole aziende e fattorie a conduzione famigliare possono trarre spunto dall’efficienza di realtà più strutturate? E, viceversa, quali insegnamenti può trarre l’industria alimentare dalle realtà più piccole?
A queste e molte altre domande si cercherà di dare risposta attraverso un talk show - organizzato dal Gruppo Fileni negli spazi del Parco della Biodiversità in Expo 2015, in collaborazione con la Regione Marche – durante il quale si tratterà l’argomento della produzione alimentare da molteplici punti di vista.
Perché – ne siamo fortemente convinti – non solo piccole aziende e grandi industrie alimentari non devono essere in competizione, ma è fondamentale che tra esse si crei una interazione virtuosa a beneficio di tutto il sistema produttivo.

I relatori che interverranno durante la giornata sono:

  • Giovanni Fileni, fondatore e presidente del Gruppo Fileni;
  • Francesca Petrini, titolare dell’azienda “Fattoria Petrini”, azienda a conduzione familiare nota per la produzione di olii extravergini di oliva da agricoltura biologica;
  • Michele Fino dell’Università degli Studi Gastronomici di Pollenzo;
  • Marcello Pennazzi, amministratore delegato del “Pastificio Luciana Mosconi”
  • Vincenzo Spinosi, presidente “Spinosi S.R.L.”


ü  Giovanni Fileni
Il fondatore del Gruppo si concentrerà sulla storia dell’azienda Fileni e sull’importanza di mantenere un’impronta artigianale anche laddove l’industria imponga ritmi di produzione serrati.

ü  Francesca Petrini
Francesca Petrini porterà sul palco l’esperienza e la lungimiranza di una filosofia aziendale incentrata sulla qualità senza compromessi, unita all’importanza di un controllo costante della produzione e delle sue peculiarità.

ü  Michele Fino
In qualità di rappresentante dell’Università degli Studi Gastronomici di Pollenzo, Michele Fino porterà la testimonianza di come le buone pratiche relative all’agricoltura e alla produzione di alimenti buoni e sostenibili nascono, giocoforza, da un serio programma di istruzione qualificata e di altissima qualità

ü  Marcello Pennazzi
Quella del pastificio “Luciana Mosconi” è una storia di grande coraggio, caparbia, imprenditorialità, ecologia e attaccamento al territorio. Nel contesto del talk show, l’intervento di Marcello Pennazzi si concentrerà sull'importanza di creare un sistema virtuoso nel comparto agroalimentare marchigiano, con specifico riferimento al fatto che è fondamentale che piccole e grandi aziende agiscano non tanto in spirito di concorrenza, ma in spirito di sinergia.

ü  Vincenzo Spinosi
Quello di Spinosi è un marchio che risale al 1933, quando la pasta o era fatta in casa o non era pasta. La storia dell’azienda Spinosi è una storia che coniuga la capacità imprenditoriale con quella – oggi più che mai imprescindibile – di comunicare il proprio lavoro, la propria passione e i propri prodotti.

sabato 11 luglio 2015

GRAZIE A FIDAPA JESI





FIDAPA BPW ITALY sezione di Jesi è piacevolmente onorata di averLa spesso alla iniziative realizzate su territorio jesino!
Forza Francesca 



Expo, le Marche protagoniste con Francesca Petrini
Posted by Redazione on giugno 15th, 2015 08:10 AM. Under Regione
Marche ancora in prima fila all’Expo 2015 in corso a Milano. Questo mese, in occasione della settimana dedicata a “Orgoglio Italia”, i testimonial regionali del Saper fare all’interno del Padiglione Italia nella grande mostra “Casa dell’Identità italiana”, si sono presentati ai media e ai visitatori. Il percorso espositivo, una vero e proprio viaggio tra le eccellenze italiane, e’ una narrazione ideata dal direttore creativo Marco Balich. Una serie di sculture raffiguranti uomini e donne, compongono una sorta di “tableau vivant” : proiezioni e suono si attivano sulle figure e le sculture realizzate con una stampante 3D “prendono vita”, raccontando storie di ingegno, creatività e capacità di “fare”.

Le Marche sono rappresentate da Francesca Petrini, protagonista assoluta nel panorama olivicolo nazionale con il suo Petrini plus®, frutto dell’osservazione di alcune realtà che attengono la fisiologia umana cioè la carenza di calcio e quindi i conseguenti problemi legati alla struttura ossea. Arricchito con le vitamine D3,K1 e B6, questo olio, unico olio al mondo perché brevettato, è in grado di contrastare efficacemente l’insorgenza di patologie del tessuto osseo, una fra tutte l’osteoporosi.
“Il nostro prodotto – ha spiegato Francesca Petrini nel corso dell’incontro con la stampa al Padiglione Italia – e’ perfettamente in linea con i temi che le Marche esaltano all’Expo: nutrizione di qualita’ e prospettive di vita. Essere qui oggi con un posto d’onore e’ un’emozione incredibile, un riconoscimento unico e speciale per il lavoro svolto dalla mia famiglia e di questo ringrazio gli italiani che ci hanno apprezzato e ci hanno scelto. Il percorso dell’azienda Petrini e’ stato lungo e a volte difficile: siamo stati pionieri nell’agricoltura biologica con passione ed orgoglio quando ancora in pochi ci credevano e oggi produciamo l’olio del futuro. Abbiamo ribaltato il concetto di integratore alimentare in alimento integrato, piu’ sano, efficace e piacevole al consumo. Esportiamo all’estero il 65% del nostro prodotto e portiamo le Marche nel mondo. Penso che l’Expo sia una eccezionale occasione per l’Italia. Siamo tanti piccoli imprenditori ma, insieme, siamo grandi: lo dimostra lo splendido lavoro organizzato qui a Milano”.

ZERO CONSUMO SUOLO: LA PRIMA VERTICAL FARM

Da Enea la prima Vertical Farm italiana
Serra alta 5m di lattuga e basilico, è l'agricoltura del futuro
Redazione ANSA MILANO 
10 LUGLIO 201518:39


(ANSA) - MILANO, 10 LUG - Inaugurata a Expo la prima Vertical Farm italiana. Realizzata dall'Enea, l'Agenzia per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, è una serra verticale alta quasi 5 metri nella quale si sperimenta l'agricoltura del futuro, l'agricoltura 3.0: zero pesticidi, zero km., zero consumo di suolo.

Le piante (lattuga e basilico) sono coltivate su più strati, in cubetti di torba pressata immersi in acqua con soluzioni a riciclo continuo (sistema idroponico), l'illuminazione è con LED ad alta efficienza che riproducono il ciclo della fotosintesi clorofilliana. La produzione è praticamente doppia rispetto alle colture tradizionali: per l'insalata, ad esempio, si passa da 6 a 14 cicli di raccolta/anno per ogni piano, con un risparmio del 95% di acqua (2 soli litri per un 1kg di lattuga contro i 40-45 litri/kg in un campo 'tradizionale'). La Vertical Farm è l'emblema delle tecnologie per l'agricoltura del futuro, alle quali si lavora in Italia nei nove Centri Enea. Fra le innovazioni per l'agricoltura, i bioinsetticidi, i sensori per scoprire l'adulterazione dei prodotti alimentari, i processi per il recupero di sostanze utili dalle acque di scarico, le tecnologie per la tracciabilità degli alimenti, lo sviluppo dell'agricoltura di precisione (anche utilizzando droni e satelliti) per coltivare con meno acqua.

Nell'inaugurare la prima Vertical Farm, Enea ha anche presentato una campagna 'anti-sprechi. Come prime iniziative, prevede un accordo con Caritas Ambrosiana e Coop Italia per l'utilizzo dei prodotti della Fattoria Verticale nel nuovo Refettorio ambrosiano e l'avvio del progetto 'Forchetta intelligente' per sensibilizzare gli scolari delle elementari sul legame tra cibo, ambiente ed energia.

"Queste iniziative vogliono essere il simbolo della capacità di Enea di affrontare problemi complessi in modo globale, lavorando sull'eccellenza per rendere disponibili soluzioni avanzate", ha spiegato il Commissario Enea, Federico Testa. La Vertical Farm è stata realizzata con il contributo di un pool di imprese. La Vertical Farm vuole richiamare l'attenzione sulle tecnologie innovative in cinque settori strategici: suolo, acqua, energia, agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare. L'Onu ha proclamato il 2015 'Anno internazionale dei suoli'.

L'aumento della produzione agricola senza impatti ambientali negativi e senza coltivare più terra" è uno degli obiettivi della ricerca Enea. Ad esempio sviluppando fertilizzanti organici che vengono estratti da piante o da scarti animali e consentono di aumentare la ritenzione idrica dei suoli e di ridurre l'irrigazione. Circa il 70% delle risorse idriche del Pianeta vengono utilizzate per colture ed allevamenti, con punte del 95% in alcuni paesi in via di sviluppo. L'Italia è tra i Paesi europei che fanno maggior ricorso all'irrigazione per la produzione agricola: 11 miliardi di metri cubi per coltivare 2,4 milioni di ettari (dati Istat). La tecnologia può contribuire all'uso sostenibile dell'acqua: nella Vertical Farm si ottiene 1kg di lattuga con soli 2 litri di acqua contro i 40-45 litri/kg in pieno campo (95% di risparmio).(ANSA).
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